Ricordi di un'estate ormai finita
01/09/2007 - 22:46
New York è ormai un ricordo lontano, e ridendo e scherzando siamo arrivati al 1° settembre. Ecco qualche momento di un agosto passato a Milano tra lavoro e aperitivi con la città deserta. Tutto sommato poteva andare peggio.
Le mie ballerine newyorkesi a punta-unta-unta-unta, come Assunta-unta-unta-unta, nel cortile soleggiato dell'ufficio.
Gli aperitivi con Fili.
Sempre insieme anche dalle elettro-lesbo.


I giri in vespa con Fili che mi passava a prendere a casa.

Le colonne di San Lorenzo deserte

Le canottine estive.

E dulcis in fundo, la visitina di due giorni che mi ha fatto Dani dopo anni e anni che non stavamo un pò insieme da soli per più di 5 minuti (quando capitava). Mi ha fatto super piacere. Siamo usciti, abbiamo mangiato e bevuto da dio, abbiamo fatto un sacco di giretti e non ci siamo mai scollati nemmeno per un secondo per 48 ore. Quando lunedì sono dovuta andare a lavorare e sapevo che al mio rientro lui non ci sarebbe più stato mi è anche venuta la tristezza. Ormai mi ero abituata alla sua presenza. Sniff. Anche Valda è rimasta male.
Beh, cmq, ci saranno sicuramente altre occasioni di vederci. Ora, non vedo l'ora che passi il caldo per poter mettere tutte le mie cose autunnali, come i miei bellissimi stivaletti nuovi!
Il rientro a Milano
02/08/2007 - 10:16
Ed eccoci qui in taxi tristi con la pioggia che non ha mai smesso di cadere, dopo aver salutato Alexia e Arianna.
All'aeroporto, cerco di imbarcarmi per la luna pur di non tornare a Milano, ma ho dimenticato i Moonboots e non mi fanno passare il check-in.
E allora proviamo a consolarci con l'ultimo frappuccino, fra l'altro davvero squisito, ancor meglio di quelli di Starbucks.
L'aereo decolla con un'ora di ritardo, e una volta passati i nuvoloni una luna piena ci accieca prima che ci tuffiamo nella visione dei film e nel vino rosso. Almeno quelli!

L'hostess ce ne da talmente tanto che io alla fine sono ubriaca e abbiamo bottigliette tintinnati che lei insiste per farci portare a casa. Era forse una cattiva annata? In ogni caso dobbiamo ripartire da Londra per Milano, e il vino lo dobbiamo lasciare lì.
Per fortuna l'aereo è praticamente vuoto, e noi possiamo sdraiarci e vedere il film mentre gli altri se la dormono.

E' mattino, stiamo arrivando a Londra. Uno scalo e poi di nuovo su un altro aereo.

In compenso sul secondo aereo mi ritrovo seduta accanto alla bambina più brutta e sfigata del mondo che faceva parte di una scolaresca, a quetso punto penso di subumani. La babuina esordisce con un: ARE YOU ITALIAN? E noi già a pisciarci sotto dal ridere. Un mostro per tutti i versi, che cantava da sola con le adenoidi Tutti Insieme Appassionatamente mentre stringeva il sedile per paura di morire con le unghiette che si piegavano al contrario e le braccia in dentro, il ciondolo di Harry Potter, la forfora, l'apparecchio fisso, i capelli secchi, gli occhiali e l'alitosi. Santoddio, c'è un limite a tutto. E sì, pensate pure che sia un mostro (con quelle occhiaie dopo tutti gli sbattimenti poi..) ma lei mi batte su tutta la linea! Ah, dimenticavo: la sua lettura per il viaggio era il giornalino delole Bratz! Ho anche provato a rassicurarla, ma il suo alito mi ha quasi ucciso, e ho dovuto girare la testa dall'altra parte..
Arrivati "finalmente" a Malpensa, vige il terrore che ci abbiano perso le valige o che ci blocchino alla dogana per import/export di scarpe. Ma tutto va liscio, i bagagli arrivano per primi tutti e tre insieme e noi siamo pronti a prendere il bus x la stazione dove Fili ed io ci separiamo per prendere io la MM e lui il bus verso casa, con i 450 gradi di Milano. Welcome back!
E mentre Filippo se la ronfa esausta, io scatto l'ultima foto per dire fine. Triste, ma è stato una figata, sì.
THE END
Noi siamo fighi, non so voi.
29/07/2007 - 05:10
Finalmente la mia amica Alexia è arrivata a NYC da Boston. I piani originali volevano che noi andassimo lì a trovarla per poi tornare insieme, ma siccome si è liberata dagli impegni un giorno prima, abbiamo coralmente deciso di passare tre giorni di fuoco tutti insieme qui nella grande mela. Ed mai scelta migliore fu fatta.
Dopo un pranzo molto carino in un brasiliano/francese (non chiedete.. a NY tutto è possibile) a Soho dove Alexia ed io abbiamo aperto le danze scolandoci una bottiglia di bianco da sole mentre Filippo e Arianna si bagnavano le labbra educatamente, siamo andati a spasso per il quartiere e a fare un blando shopping, perché no. Sono stata sgridata per non aver comprato niente - per la prima volta dopo DIECI giorni di bulimia da acquisto compulsivo - ma in compenso Fili ha acquistato il suo quarto e quinto paio di ADIDAS, tutte apparentemente uguali, ma diverse nell'inconfondibile e fondamentale dettaglio, che solo lui e altri pochi intenditori notano. E mentre Fili provava scarpe noi ragazze dispensavamo consigli come tre prezioso personal shoppers.
Fino a quando i ruoli si sono invertiti, trascinando Fili da Agent Provocateur e in altri negozietti only for girls.
Verso le 20h00 Alexia ed Ari sono andate a casa a Brooklyn a poggiare la PICCOLISSIMA valigia del we di Alexia, che - non scherzo - era esattamente uguale a quella che mi sono portata per l'intera vacanza.
La nostra prenotazione al Thai, di cui parlerò dopo, era per le 23, quindi prima Arianna ci ha organizzato un aperitivo in una terrazza di NYC senza entrare troppo nel dettaglio.
Arrivati davanti all'ingresso dorato e immenso del 230 Fifth, siamo saliti fino al 20esimo piano per entrare in una stanza su due piani tutta nera, e passando fra tigri e zebre e pomelli d'oro, ecco dove ci siamo trovati uscendo fuori sulla terrazza.
E' inutile che finga: Alexia, Filippo ed io siamo rimasti attoniti. Una terrazza pazzesca DI FRONTE all'Empire tutto illuminato, con le palme tutto attorno, la musica anni '80 e un mix di modelle e fighetti vari che bevevano Martini e Champagne. Mi sono sentita in un libro dell'amato Bret Easton, e tutto era assolutamente perfetto. 
Pollice su per Arianna, che vestita da lady in black, è stata osannata da tutti e tre. :-)
Dopo aver consumato il nostro drink in grande stile, siamo saltati su un taxi per andare in un altro ristorante thai super esclusivo: il Buddakan.
Mentre aspettavamo che preparassero il nostro tavolo, ci siamo accomodati nella hall dove abbiamo ordinato una bottiglia di Veuve Clicquot per rinfrescarci. Giusto il tempo di dire cin-cin e siamo stati accompagnati nella sala principale dove abbiamo mangiato dei ravioli di crab & corn veramente squisiti, degli involtini, lobster leggermente piccante, jumbo shrimps e tante altre prelibatezza, pasteggiando sempre a champagne. Noblesse oblige, come direbbe mio padre.
Verso le 2 siamo usciti dal ristorante già un pò alticci, ma la notte era ancora giovane.. E allora ferma un altro taxi e tutti dentro verso il Bed e poi a Soho. Ecco una sequenza di foto fatte nella macchina, con il tassista che ha esordito con "Sorry, it's my firt day... I don't know where is it".. Solo dopo abbiamo capito che forse non era solo il suo primo giorno da taxi driver, ma proprio di patente, visto la guida singhiozzante e spericolata. Ma noi eravamo troppo ubriachi per dare peso a queste sottigliezze, e con un occhio alla strada e uno alla macchina fotografica abbiamo riso come pazzi e fatto un intero fotoreportage, di cui sono costretta a pubblicare solo una piccola selezione, ma giuro che varrebbe la pena di esaminarle una ad una.






Coney Island rocks!
23/07/2007 - 02:18
Che figata. Sono andata al Siren Music Festival a Coney Island ieri. Per la Line-up, vedete il sito ufficiale, ma non posso fare a meno di citare i We Are Scientits, M.I.A., ma soprattutto i NEW YORK DOLLS!!!!! Pieno di punkettoni old school. Fantastico!
Cmq, a parte aver immerso i piedi nella spiaggia per la prima - e unica temo - volta quest'anno, mi sono divertita da morire.. e scottata con il segno tatuato a vita penso, della magliettina che portavo.
Le foto migliori, fatte dai fotografi ufficiali delle riviste nei quali appariamo, le linko appena rintraccio i siti giusti.
Ecco intanto alcune foto fatte da noi. ROCK'N'ROOOOOOOOLLLLLL!!!
La spiaggia di Coney island (dove hanno girato I Guerrieri della Notte, per chi non se lo ricordasse). :-)
Io sulla spiaggia di Coney Island con la canottina rock.
Fili con ruota panoramica alle spalle.
Io con i piedi nell'Oceano Atlantico.
E mentre noi ci strafoghiamo dei meravigliosi e famosissimi hot dog di Nathan's,alle nostre spalle i White Rabbits vengono intervistati da un'emittente musicale.
E ora che siamo carichi, possiamo buttarci sotto al sole per vedere tutti i gruppini. Figata!
We Are Scientists on stage.
M.I.A. mentre balla con la seconda cantante sul palco. E vai di UK Garage e tutti a ballare. Figo.
New York Dolls!!!!! Grande concerto! Anche se gli americani non pogano... e a dirla tutta forse non è stato così male visto che ero proprio lì davanti... Però che concerto punk è senza un pò di movimento? Qualche stage c'è stato però, anche se chiamarlo così non è proprio esatto. Stupendi cmq. Dopo M.I.A.., penultima in scaletta nel palco principale, dopo SEI ore che eravamo lì sotto al sole, io stavo per svenire. Ma non per finta.. Mi sono dovuta ingurgitare una bustina di zucchero che per fortuna mi era rimasta in borsa dopo la colazione on the run da Dean & De Luca. Mi sono mezza accasciata contro la transenna ma non pensavo che ce l'avrei fatta... E invece, irriducibile ho voluto aspettare che iniziassero a suonare - anche perché ci ero andata apposta! - ed è bastato che iniziassero a suonare per riprendermi. Grandi. W il punk! ;-)
Io sarò anche vecchia che non reggo l'insolazione e il caldo dei concerti - ripeto, maglietta tatuata addosso con segno permanente del sole... non era esattamente un caldo sopportabile.. - ma diciamo che lì sotto al palco c'era chi mi batteva su tutta la linea. Eccone uno per esempio..
Veccho nostalgico del punk al Siren Festival a Coney Island.
Stage al Siren Festival a Coney Island.
Fili, io e un amico punk di Valda al Siren Festival a Coney Island.
Un altro stage con il rollercoaster alle spalle.
E al ritorno, tutti nell'underground verso Manhattan, piena di indie rocker stanchi e scottati dal sole.
Per concludere la serata Fili ed io ci siamo concessi un piccantissimo Thai per riprendere le forze, dopo aver ampiamente digerito l'hot dog che avevamo mangiato dal famosissimo Nathan's sul lungo mare insieme ai Guerrieri della Notte.
Già eravamo a pezzi, ma diciamo che il cibo veramente infuocato ha contribuito a darci la botta finale. Se già ci bruciava la pelle, in questo modo ha iniziato a bruciarci anche la lingua e lo stomaco! Ottimo, eh, ma dopo 10 minuti non riuscivo più a respirare tanto piccante avevo nel naso! Poco male, sono andata a letto, dopo aver visto un 10 minuti del Padrino. Miiiiiiiinghia. In conclusione: bellissima giornata!
Da Giannino l'Angolo d'Abruzzo
23/06/2007 - 18:45
Qualche sera fa mia sorella ed io, in pieno regime di dieta fatto di Special K + latte scremato a pranzo e pesce o hamburger e insalata la sera, ci siamo unite a Filippo per una magnata come si deve per evitare di addentare una coscetta di Valda o di cuocere la più polposa Maxi al forno.
Ho prenotato quindi da Giannino l'angolo d'Abruzzo dove notoriamente una porzione di antipasti è pari a un pranzo nuziale.
Quando entro il ristoratore mi abbraccia e mi bacia, il che la dice lunga su quante volte ci sia andata, e ci da il tavolo migliore, in fondo alla sala.
Il nostro pasto si è composto quindi di porzioni imbarazzanti di:
- carrellata di bruschettine con olio
- burrata + olive ascolane + polpettine fritte come entré
- gnocchetti verdi al ragù per Fili
- arrosticini + insalata di pomodori e finocchi per me e mia sorella (non dimentichiamo che in fondo eravamo a dieta!) ;-)
- vino rosso della casa
- cantuccini e frittini dolci misti
- vin santo
- sorbetto alla mela verde

Arrosticini
Inutile dire che già alla burrata non ne potevo più. Ma la nostra era una missione e siamo andati avanti a ordinare e a mangiare chi più (Fili) chi meno (io). A metà pasto, quando già eravamo ubriachi e io raccontavo il mio sogno di qualche giorno prima nel quale avevo sentito i nostri vicini di casa ottuogenari avere un rapporto sessuale - con sdegno di tutti ma che non ha impedito a nessuno di continuare a mangiare a quattro palmenti - arriva anche un trio di trombe e tamburi a suonare! Grande festa! Per ogni dettaglio (esilarante) sulla serata, con tanto di filmino, consiglio di dare un'occhiata qui. Levateje er vino!!!
Una volta a casa sono stata sveglia fino alle 4h30 a chiaccherare al tel con un amico per digerire la grande bouffe. Filippo si è ammazzato di tv, e mia sorella - incauta - si è buttata subito a letto. Risultato: ha visto i sorci vedi, come si direbbe a Roma! ;-) Fra zanzare, caldo e CIBO è un miracolo che sia ancora fra noi. Haha!
Week-end a Roma... con Bush!
12/06/2007 - 14:26
Lo scorso we sono andata a Roma. Al momento della prenotazione mi ero stupita di non trovare posti liberi sul solito treno delle 19, tanto che sono partita alle 15. Appena concluso l'acquisto online ho finalmente capito il motivo: anche Bush aveva avuto la stessa brillante ideona.
Lì x lì non mi dispero, nonostante le voci che correvano per i giornali e media vari sembravano annunciare il coprifuoco in tutta la capitale.
Filippo ed io partiamo comunque combattivi al grido di "Macaroni... m'hai provocato e io te distruggo, macaroni! Io me te magno!". Arriviamo puntuali a Roma e ci dirigiamo verso casa della mia amica Laura DENTRO alle mura aureliane di San Lorenzo. Kodama (la cana) e lei ci aspettano e tutto sembra partire bene. Birretta al bar Marani sotto al porticato e poi supplì, fiori di zucca, filetti di baccalà e pizza per tutti alla Formula 1 tutto offerto da Fili e me. Figata, siamo felici, ultra sazi, allegri, e pronti per la vacanzetta romana.
Il giorno dopo ci svegliamo di buona lena e Fili ed io usciamo sotto al sol leone in direzione Campo de' Fiori. Ma ooooops! Grazie a zio Bush tutti gli autobus sono dirottati e i motorini e le auto bloccati. Beh, chissene! - pensiamo - andiamo a piedi. E' un pò lontano ma almeno ne approfittiamo per vedere la città.
Più camminiamo e più sembra di stare a Bagdad il 15 agosto. Per le strade non c'è quasi nessuno. Tutto intorno a noi uno strano silenzio dovuto all'assenza di auto. In compenso ci sono camionette della polizia ovunque. Celerini in parata, elicotteri che sorvolano la città, guarie armate che cercano di capire se sei un terrorista o no, mentre il tuo solo pensiero è AAAAACCQQQQUUAAAAAHH, con quel filo di voce che ti è rimasto per parlare ormai completamente disidratato dai 35 gradi senza nemmeno una nuvola.
Piano piano arriviamo a Campo. Si impone sosta al forno per prendere la pizza bianca fumante e quella rossa sottile e croccantina, e poi una bella bibbbbita fresca alla Taverna del Campo con Giordano Bruno agonizzante in mezzo al mercato.
Riprendiamo vita per un'oretta e ci spostiamo per la volta di Trastevere. Praticamente inarrestabili. Anche lì la situazione è la stessa. Caldo tremendo, ma la nostra è una missione e il supplì più buono di Roma ci aspetta. Scatto una foto a Filippo con supplì infuocato in mano e una pazza ci si avvicina. Vogliosa di chiaccherare esordisce con "anche voi in fissa con le foto eh?", abbozziamo un sorriso e inizia a raccontarci strane storie su gente fotografata controvoglia che ha picchiato chi ha violato la loro privacy. Lì x lì sembra un avvertimento, ma al mio "hanno fatto bene!" lei diventa amica e continua con i suoi aneddoti. Per fortuna il supplì finisce presto e riusciamo a salutare la vecchia riottosa ma sorridente.
Torniamo indietro, sempre a piedi, sempre più stanchi ma anche con l'illusione di perdere un etto a forza di camminare. Passiamo per piazza Venezia con plotoni e plotoni di poliziotti in parata per l'arrivo di Bush. Una cosa impressionante, mai visti così tanti. Bush ritarda a causa di un guasto all'auto e loro sudano sotto alle divise e agli scudi. Noi ridiamo e ci mischiamo ai turisti in infradito e canotta. A piazza Esedra invece ci aspettano le zecche, con bandiere del Che e carri con i bonghi che si cordonano contro il nemico yankee. Non ci facciamo mancare proprio nulla, ma tanto ormai abbiamo gli occhi appannati per l'assenza di liquindi in corpo e tutto ci scivola sopra insieme al sudore.
Stop a casa di un paio di ore per doccia e riusciamo alla volta di altro baretto con birra e cena. Filippo inizia a manifestare i primi cenni di cedimento. Occhio rosso, tempie pulsanti, reni doloranti. Ancora non ci rendiamo conto - forse lui si però! - che si è preso un'isolazione e presi da entusiasmo non ci accontentiamo di mangiare nella trattoria triste di San Lorenzo - tutte le altre erano chiuse sempra a cusa di Bush! - ma che facciamo? Di nuovo a Trastevere no?? Proviamo a prendere un autobus, ma niente, no way, sono tutti dirottati, nemmeno i conducenti capiscono più niente. Rimbalziamo da uno all'altro, cambiamo a Piramide, camminiamo per un tratto e alla fine arriviamo a Trastevere. E' fatta direte... Ma NO! Augusto è chiuso, Corrado idem... attraversiamo il quartiere sperando nell'ultima chance.. Ezio. Lo vediamo in lontananza, ci si riempe il cuore di gioia mentre Filippo sta sempre più male ma pensa - finalmente cibo + moment. Parlo con il cameriere che si mette a ridere davanti alla mia richiesta di un tavolo. Mi fa notare la gente in attesa intorno a me che in effetti è pari a quella fuori dal concerto di Vasco. Ci caccia senza pietà e fra me e me mi dico: cazz, potevo inventarmi che avevo prenotato e dire che era un loro errore? Troppo tardi.
Sono tesa, Filippo quasi morto, Laura è affetta da tirchite acuta e nemmeno prende in considerazione l'idea di spendere 10 euro in più pur di mangiare (bene). Inizio a incazzarmi anche perché non fa nessuno sforzo per comunicare con Filippo che educatamente nemmeno lo fa notare. Vorrei dirle, Ebbasta falla finita! Offro io! - contando che per gli stessi motivi non mi aveva voluto far prendere il taxi in andata - ma mi trattengo perché comunque non voglio offenderla e prego che almeno al Popi Popi ci sia posto. Qualcuno ascolta le mie preghiere e finalmente alle 23 ci sediamo. Mangiamo bene, ridiamo e scherziamo mentre Filippo si impasticca e si aggrappa al tavolo per non addormentarsi lì, povero.
Al ritorno stessa scena. Laura che vuole andare a piedi, io che mi metto in coda ai taxi dicendo "Ma non me ne frega niente! Prendo il taxi anche se mi dovesse costare 50 euro!", quando finalmente passa un autobus che - miracolo! - è anche diretto per la stazione.
Alle 2h00 arriviamo a casa, e non facciamo in tempo a metterci nel letto che Fili, distrutto poverino, inizia a demettere strani suoni mentre ronfa.
Si dorme.
Giorno dopo, da capo. Cancello l'invito a pranzo a casa dell'Omo, Filippo potrebbe morire a fare un'altra traversata. Laura dorme, porto fuori Kodama che se la stava facendo sotto. Torno e Fili ed io usciamo. Colazione con doppia spremuta vitaminica e cornetto (di gomma come spiega bene la faccia di Fili nella foto LOL!) seguita da birretta sempre al Marani sotto al verde dove si sta miracolosamente freschi. Ci spostiamo dopo un paio di ore verso Baffo dove magio i milgiori tagliolini allo scoglio della mia vita e Fili ordina gli schiaffoni alla sorrentina. Bruschettina di entrée e poi passaggio a casa x recuperare le borse e finalmente si parte.
Si conclude così la vacanza più faticosa della mia vita... direi quasi vaffanbush!
Maximo Park live @ Rolling Stones, Milano
18/04/2007 - 11:17
Lunedì sera sono andata al concerto dei Maximo Park al Rolling Stones. Sono arrivata dopo le 21h00 in tranquillità perché come una vera hype girl avevo il pass VIP gentilmente offerto da Filippo che lavora a Mtv - la serata era sponsorizzata da MTV come BRAND NEW NIGHT. Davanti all'ingresso c'era un gruppetto di persone, ma nessuna coda.. Ci siamo molto stupiti fino a quando siamo entrati e abbiamo visto la BOLGIA di persone che stava guardando il gruppo di spalla, i Settlefish. Io, a dimostrazione della mia non più tenera età, già mi stavo sentendo male per il caldo ma soprattutto per essermi ingozzata di tartine di ogni genere e sorta + 2 Corona all'aperitivo. Ci siamo guardati intorno in cerca degli amici/colleghi di Filippo fino a quando li abbiamo individuati nella saletta VIP in alto. Abbiamo quindi fatto le scalette, esibito il pass e AAAAAAAH che bellezza, si respirava!
Divanetti, due bar, SPAZIO vitale, schermi di Mtv un pò
dappertutto e molto relax. Abbiamo chiaccherato fino all'inizio dei Maximo e poi, ci siamo affacciati alla balconata e goduti tutto il concerto vedendo BENISSIMO e senza nemmeno sudare! Mi piace invecchiare, conoscendo i "famosi"! hehehe. Avevo persino quell'inutile essere del Nongio accanto. Hahaha!
Per un periodo, non so perché, lo incontravo ovunque andassi. Ci mancava poco che me lo ritrovassi in coda anche al supermercato... ma probabilmente si sente così figo da avere la schiava che provvedere per lui. O magari la mamma. Che rate il Nongio.
Dall'alto si poteva vedere la strana misticanza di persone che popolavano il Rolling Stones. L'80% erano poser tirati a lucido per la serata: ragazze vestite all black in bilico su tacchi lucidi rossi a spillo, ciuffi emo-core ben schiacciati sulla fronte con un chilo di lacca, jeans skinny e all star, matita sotto agli occhi e cinture borchiate. Ammetto comunque che anche io avevo ben studiato il mio look, con cambio post aperitivo perché non mi convinceva!!
La saletta su dove eravamo noi invece era composta da qualche personaggio del genere come un tipo con i capelli neri, la matita sotto agli occhi in stile punk, i
jeans skinny neri scoloriti, le bretelle nere e la maglietta bianca con la faccia di Pete Doherty e sotto "Fuck Forever", che si è impalato per 10 minuti buoni davanti agli schermi a guardare chissà quale video. Di fianco a lui: una vecchia vestita tutta leopardata con anche gli occhiali, ma sulla nuance arancione e non gialla come la blusa, amica di Kirian, il ragazzo spagnolo simpatico che taglia i capelli a Filippo da T&G, vestito con una maglietta verde che, come colore, andava per la maggiore; un gruppo di 4-5 orsi di 110 chili ognuno che ballavano anni 80 ammiccando gli uni con gli altri; una coppia di amichette che sembravano uscite da un video di Cindy Lauper; ma soprattutto, ciliegina (avariata) sulla torta, un demente rasato, sui 30, che cantava con la voce GOTH e si agitava modello hooligan per una buona metà del concerto dei Maximo Park. E' andato avanti con il suo show da demente fino a quando non si è trovato vicino a me, anche detta FAINA. Ha provato a tirarmi dentro nel suo ballare scomposto, che era più un alzare le ascelle che puzzavano di morte e urlare una o due strofe della canzone buttandosi addosso a chi gli stava di fianco. Ho ribadito le mie frecce di odio che già gli avevo lanciato
prima, ma la parte migliore è arrivata quando mi ha detto: Milano è una mèèèèrda.
io: ???
il goth-demente: tutti precisini, nessuno che balla, che palle
io: scusa ma stai nella saletta riservata, è ovvio che la gente non si strappa i capelli. Se vuoi ballare vai giù con tutti gli altri così ci divertiamo di più anche noi, no?
E' rimasto muto.. e depresso è andato via lasciando la scia di odore stantio che lo caratterizzava. Non lo abbiamo più sentito urlare per tutta la sera.
Ma io dico, ma sei demente? Cioè, ovvio che sì. Ma come fai ad aspettarti che ti dia ragione. Poi quando mi trovo davanti personaggi del genere mi esce sempre la parlata coatta romana e me ne esco con frasi tipo: ma che ce stai a fa qua?
Beh insomma, il cantante dei Maximo era in forma, vestito a regola con camicia, cravatta e completo nero, con tanto di bombetta per comprire l'attaccatura alta. Il tastierista, con il ciuffettino punk, e le gambe anoressiche tipiche degli inglesi, era indemoniato. Non faceva altro che ballare in un modo assurdo. Appena ne aveva l'occasione andava al centro del palco per fasi vedere ed era palese che nella vita avrebbe voluto fare il chitarrista illuminato da un fascio di luce. Ma i genitori devono avere insistito quando era piccolo e averlo incoraggiato a ogni saggio di pianoforte da raccontare davanti a un vassoio di pasticcini insieme alle amiche di Newcastle. E così è stato. Sei riuscito ad arrivare a suonare in una rock band, ma non sarai mai il leader, I'm sorry.
A seguire, dopo il bis, è partito il dj set dei Crookers, che pensa te, sono un duo composto al 50% dal cugino milanese di un mio "amico" di Roma. Provo ad ascoltarli, provo a ballare, ma niente cassa dritta e niente emozione. La sala si svuota velocemente. Il duo continua a mettere dischi con la loro cubista che si agita sulla gradonata come faceva Ambra ai tempi di Non è la Rai. Andiamo via anche noi, in vespa, esattamente come siamo arrivati, con le all star e le vans nere ai piedi e le spilline dei Pretty Face sulle giacche.
Qui sotto, un video fatto da qualcuno che era sotto al palco:





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